PRESENTAZIONE DELLA "RASSEGNA DI DIRITTO PUBBLICO EUROPEO"

Raffaele Bifulco, Lorenzo Chieffi e Alberto Lucarelli


 

1. Il primo interrogativo che i promotori della Rassegna di diritto pubblico europeo si sono posti nel progettare, assieme alla Casa editrice E.S.I., questa iniziativa culturale, ha riguardato l'opportunità di avviare la pubblicazione di un nuovo periodico in un panorama editoriale già ricco di prestigiose testate scientifiche in grado di dare adeguata voce al dibattito dottrinale.

Accanto alle ragioni più ovvie, a cominciare dall'esigenza di offrire un'ennesima sede di incontro ad un gruppo di studiosi del diritto costituzionale ovvero di arricchire il catalogo dell'editore sfornito di una rivista di questo tipo, vi sono state ulteriori motivazioni, certamente più pregnanti sotto il profilo culturale, che hanno, da ultimo, indotto a rompere il ghiaccio e a lasciare alle spalle qualunque residua remora che potesse ancora opporsi all'avvio di un'impresa certamente impegnativa.

Le profonde trasformazioni del nostro ordinamento costituzionale, per effetto di una molteplicità di sollecitazioni provenienti dall'esterno, a seguito dei processi di globalizzazione e di comunitarizzazione delle società, ma pure dall'interno, per una sorta di spinta centrifuga provocata dalle comunità locali sempre più interessate al riconoscimento delle rispettive identità territoriali e culturali, sono apparse sufficienti a giustificare la promozione di una nuova sede di dibattito che consentisse il confronto sulle più importanti questioni (organizzative, procedimentali ed assiologiche) poste, ai giorni nostri, al centro dell'attenzione della dottrina pubblicistica nazionale e, più in generale, europea.

Questa molteplicità di fenomeni di segno apparentemente opposto ha, per ora, indotto le Assemblee elettive a introdurre significativi ritocchi al nostro ordito costituzionale (in particolare al Titolo V su Regioni, Province e Comuni e sul giusto processo) e a varare o solo progettare una molteplicità di riforme legislative (sul federalismo amministrativo, sul welfare state, sull'organizzazione della giustizia, ecc.) in grado di incidere sulle tradizionali dinamiche della decisione politica e sullo stesso grado di azionalibilità e di giustiziabilità delle situazioni giuridiche di vantaggio.

Tali importanti trasformazioni ordinamentali, intervenute per assecondare l'inarrestabile processo di integrazione europea e di internazionalizzazione dei mercati (attraverso l'istituzione, ad esempio, del W.T.O.), non potrebbe in alcun modo intaccare quel corredo assiologico contenuto nella Prima Parte del nostro testo costituzionale rimasto, a distanza ormai di più di cinquanta anni dalla sua approvazione, ancora integro e certamente in grado di raccogliere il consenso di una larga parte della società e del sistema politico che la rappresenta.

Compito della Rassegna di diritto pubblico europeo sarà, pertanto, quello di accompagnare la fase di attuazione delle riforme costituzionali e legislative in modo da verificare il loro impatto sui principi di fondo della Carta Costituzionale. Certamente non secondario sarà pure l'obiettivo di seguire l'evoluzione interpretativa di questi ultimi per effetto di una straordinaria stagione segnata dal varo di numerose Carte internazionali o sopranazionali sui diritti fondamentali (dalla Convenzione di Rio de Janeiro sulla biodiversità del 1992, alla Convenzione sulla biomedicina del Consiglio d'Europa sottoscritta ad Oviedo nel 1997, alla Dichiarazione UNESCO sul genòma umano sempre del 1997, alla più recente Carta europea firmata a Nizza nel novembre del 2000, solo per fare qualche esempio) che ha allargato la portata garantistica del costituzionalismo occidentale contemporaneo.

L'amplificazione del grado di tutela dei diritti fondamentali e sociali, realizzata per tale via, dovrà infatti rappresentare un'invalicabile remora a possibili scorciatoie efficientistiche e di stampo economico/manageriale che dovessero spingere il sistema politico/rappresentativo ad effettuare scelte lesive di questi nuovi ambiti riconosciuti oggi ai diritti dell'uomo.

2. Ulteriore momento di riflessione sarà la tematica delle forme di governo: istituto classico del diritto costituzionale che in questi ultimi anni e tornato di attualità sia nell'ordinamento interno che in quello europeo, in particolare per la contrapposizione tra democrazia di indirizzo e democrazia di investitura.

L'organizzazione del potere e la distribuzione delle funzioni costituiscono aspetti fondamentali del diritto pubblico, le cui problematiche teoriche e funzionali, sviluppatesi negli anni e geneticamente legate agli Stati-nazione, si sono progressivamente proiettate su di un piano europeo.

Il passaggio dell'Unione europea da una dimensione mercantile ad un'altra politico-sociale ha configurato nuovi scenari e sollevato nuove questioni, alle quali occorre dare delle risposte.

Gli aspetti organizzativi, necessari al funzionamento delle istituzioni dell'Unione europea, con il processo di integrazione e con la prospettiva di uno «Stato europeo», delineano, seppur in forma embrionale, istituti tipici della forma di governo.

Tuttavia, le esigenze funzionali e la necessità di dare efficacia ed efficienza alle istituzioni tendono ad anteporsi ai processi classici del costituzionalismo che conducono alla configurazione delle forme di governo. L'organizzazione del potere e la distribuzione delle funzioni, intesi quali aspetti tecnici di ingegneria costituzionale, ispirati da modelli tecnocratici, stanno comprimendo il percorso democratico di formazione della forma di governo, che richiede un complesso di elementi non soltanto giuridico-istituzionali, ma pure di tipo partecipativo in grado cioè di coinvolgere la società in tutte le sue articolazioni.

La democratizzazione del funzionamento delle istituzioni, avviatasi con i Trattati di Amsterdam e Nizza e tendente verso una democrazia di indirizzo, ha tra i propri obiettivi il recupero di alcuni principi del costituzionalismo, quali la rappresentanza e la legittimazione democratica.

Tuttavia, meccanismi sofisticati di ingegneria costituzionale che, in un'ottica neoparlamentare, tendono a qualificare la funzione di indirizzo politico dell'organo legislativo e a creare un raccordo fiduciario tra commissione e parlamento, rafforzando la posizione del presidente quale primus inter pares, rispondono ad esigenze di razionalizzazione che escludono forme reali di partecipazione politica, culturale, economica e sociale. Il diritto costituzionale si sta riducendo allo studio delle istituzioni, al loro funzionamento ordinato, assegnando ai giuristi il compito di razionalizzare ex post il reale.

Il c.d. processo costituente europeo in corso, nel quale dovrebbero essere coinvolti non soltanto i diritti riconducibili al rapporto autorità-libertà, ma anche gli aspetti di organizzazione e funzionamento del potere, si sta caratterizzando per l'assenza dei soggetti sociali, del popolo.

La forma di governo che dovrebbe costituire una parte fondamentale della futura Costituzione europea rischia di essere espressione soltanto dello Stato apparato, negando la classica dicotomia governanti-governati.

Al contrario, l'adozione di una forma di governo europea dovrebbe essere il frutto di un processo democratico costituzionale - pluralistico che presupponga un demos europeo, una molteplicità di partiti europei (non mere aggregazioni politiche interstatali) e, in un'ottica pluralistica, una diffusa competitività tra forze politiche e sociali, che concorrano alla formazione di un'opinione pubblica europea. Il modello partecipativo va garantito non come mera rappresentanza di interessi individuali e confusi, ma come rappresentanza politica strutturata

La Rassegna di diritto pubblico europeo, in questo scenario di mutamenti politici, economici, sociali e culturali, si propone di seguire criticamente il processo costituente in corso, che dovrebbe coinvolgere gli istituti più nobili della tradizione del costituzionalismo, con l'obiettivo di realizzare un democratico Spazio pubblico europeo.

3. Degno di particolare attenzione è anche il tema dei cosiddetti nuovi diritti, oggi al centro del dibattito politico oltre che scientifico.

Le Carte fondamentali dei paesi occidentali ad economia di mercato, dopo aver cristallizzato le conquiste assiologiche realizzate dal costituzionalismo del secondo dopoguerra, si aprono in via esegetica a successivi arricchimenti valoriali per dare fiato, e soprattutto protezione, alle aspettative provenienti dalle collettività di individui.

Accanto all'esigenza di riconoscere quei diritti (della terza generazione) che potrebbero essere pregiudicati dalle applicazioni dell'inarrestabile progresso tecnologico, nei vari campi dell'informatica, della biomedicina, delle biotecnologie, delle fonti di energia, delle telecomunicazioni, compito dell'interprete sarà pure quello di investigare, sempre a fini garantistici, quelle situazioni giuridiche di vantaggio (da taluni definite della quarta generazione) rivendicate dai soggetti privi di particolare considerazione, ad opera dei pubblici poteri, a causa di una condizione di debolezza, in quanto extracomunitari, anziani, minori, disabili, nascituri, ecc.

Un ulteriore spunto di riflessione sarà, poi, offerto dal fenomeno dell'implosione delle sovranità statali che ha certamente consentito, negli ultimi anni, la perseguibilità da parte di giudici statali di crimini commessi in territorio straniero (si pensi al caso Pinochet, che portò una Corte britannica a indagare il dittatore per le atrocità compiute in territorio cileno) ovvero l'istituzione di Tribunali internazionali (per i delitti commessi nella ex Jugoslavia o nel Ruanda) per punire i colpevoli di reati particolarmente efferati, come il genocidio o gli stupri etnici, considerati indegni per l'intero genere umano.

 
4. Da questa rapida rassegna dei temi offerti dal dibattito scientifico, oltre che da quello più strettamente politico, si evinco numerosi spunti di riflessione e di ricerca, tali da giustificare il varo di questa nuova impresa editoriale.

La Rassegna di diritto pubblico europeo, promossa da studiosi provenienti da alcuni Atenei meridionali (in particolare di Lecce, Seconda Università degli Studi di Napoli e di Napoli «Federico II») intende idealmente inscriversi nel solco autorevolmente tracciato da altre analoghe iniziative culturali in passato avviate da prestigiosi costituzionalisti napoletani ma, purtroppo, prematuramente interrotte.

La direzione, cui spetteranno solo compiti (ma soprattutto «oneri») di mero coordinamento delle varie redazioni locali, ha poi voluto allargare la responsabilità scientifica, certamente fondamentale per assicurare il buon esito dell'impresa, ad un nutrito gruppo di studiosi provenienti da numerose Università dislocate su tutto il territorio italiano. Il coinvolgimento di docenti delle Università europee e di oltre oceano intende, poi, consentire un ulteriore arricchimento del confronto tra le diverse esperienze giuridiche.

Sin dal titolo della rivista emerge, infatti, l'intenzione - fortemente perseguita dalla direzione e dall'editore - di promuovere un dialogo tra studiosi che sospinga l'evoluzione dello ius publicum verso itinerari più ambiziosi che trascendano gli attuali confini del1'Unione europea per abbracciare importanti esperienze culturali del vecchio continente e di altri territori (come quelli del Nord e del Sudamerica) pur sempre legati al primo da una comune matrice culturale o da una altrettanto significativa vicinanza geopolitica (con particolare riferimento al bacino mediterraneo).

La speranza, manifestata con l'avvio di questa iniziativa, è che si moltiplichino le sedi della discussione culturale su importanti questioni che coinvolgono progressivamente i popoli europei e di altri continenti, nell'éra di una sempre pili incalzante globalizzazione. L'obiettivo non è certamente da poco in presenza dei nuovi indirizzi ministeriali volti a ridurre drasticamente gli investimenti destinati alla ricerca e a rivedere, con la riforma degli ordinamenti didattici, il ruolo di Alta Formazione tradizionalmente riconosciuto alle strutture universitarie.

Un sentito ringraziamento va infine indirizzato all'editore napoletano (le Edizioni Scientifiche Italiane) che, sin dall'avvio della progettazione della rivista, e stato prodigo di preziosi consigli e di un cordiale incoraggiamento.

Raffaele BIFULCO, Lorenzo CHIEFFI e Alberto LUCARELLI 

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Rassegna di diritto pubblico europeo

Direttori: Proff. Raffaele BIFULCO, Lorenzo CHIEFFI, Alberto LUCARELLI.

 Comitato Scientifico:

Michele AINIS, Gaetano AZZARITI, Francesco BILANCIA, Giuditta BRUNELLI, Antonio CANTARO, Elisabetta CATELANI, Roberto CARANTA, Michele CARDUCCI, Paolo CARNEVALE, Marta CARTABIA, Marcello CECCHETTI, Alfonso CELOTTO, Pietro CIARLO, Giovanni COCCO, Giovanni CORDINI, Antonio D'ALOIA, Maria Elisa D'AMICO, Giovanna DE MINICO, Gianmario DEMURO, Luigi GIANNITI, Andrea GIORGIS, Enrico GROSSO, Pier Francesco LOTITO, Nicola LUPO, Joerg LUTHER, Michela MANETTI, Anna MARZANATI, Stafano MAZZONE, Guido MELONI, Roberto MICCU', Mario MIDIRI, Ida NICOTRA, Marco OLIVETTI, Elisabetta Maria PALICI DI SUNI, Andrea PISANESCHI, Giovanni PITRUZZELLA, Anna Maria POGGI, Ulderico POMARICI, Salvatore PRISCO, Andrea PUGIOTTO, Orlando ROSELLI, Emanuele ROSSI, Giulio SALERNO, Massimo SICLARI, Antonino SPADARO, Rolando TARCHI, Marco VENTURA,

Giuseppe VERDE, Lorenza VIOLINI, Nicolò ZANON

Corrispondenti

ARGENTINA - Raul Gustavo FERREYRA, Università di Buenos Aires

BRASILE- Carlos ARI SUNDFELD, School of Global Law di San Paolo, pres.  Società brasiliana di diritto pubblico; Flavia PIOVESAN, Università Cattolica di San Paolo

FRANCIA - David CAPITANT, Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne; Delphinc COSTA, Università di Lille

GERMANIA - Ingolf PERNICE, Università Humboldt di Berlino

GRECIA - Spyridon FLOGAITIS, Università di Atene

PERU' - Cesar LANDA, Pontificia Università Cattolica del Perù

SPAGNA - Pablo PEREZ TREMPS, Università Carlos III di Madrid

ISTITUTO UNIVERSITARIO EUROPEO - Yves MENY, Direttore dell'Istituto

PARLAMENTO EUROPEO - Giancarlo VILELLA.

 Comitato di Redazione Andrea Patroni Griffi (coordinatore), Francesca Angelini, Alfonso Maria Cecere, Gianpiero Coletta, Carlo Iannello, Sergio Marotta, Paola Mazzina, Maria Concetta Pontecorvo, Alessandro Rauti, Guido Rivosecchi.

 La rivista è pubblicata in collaborazione con il DIPARTIMENTO DI DISCIPLINE GIUSPUBBLICISTICHE ITALIANE EUROPEE E COMPARATE DELLA SECONDA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI e con l'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Redazione - Dipartimento di discipline giuspubblicistiche italiane, europee e comparate della Facoltà di Giurisprudenza, Seconda Università degli Studi di Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Palazzo Melzi, via Mazzocchi 5; tel. 0823/849282; telefax 0823/849255

e-mail: rasdpe@yahoo.it

Amministrazione:        Edizioni Scientifiche Italiane, via Chiatamone 7, 80131 Napoli (tel. 081/7645443; telefax 081/7644647

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