IL PARTENARIATO EUROMEDITERRANEO:
ASPETTI PARTICOLARI PER UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA

Paolo Greco
Università degli Studi di Bologna


Il processo di interesse dell’U.E. verso una politica Euro-mediterranea ha avuto origine nel 1992 a Lisbona in cui si è identificato il Mediterraneo come una zona di interesse sulla base di quattro elementi chiaramente esposti nella Dichiarazione di Lisbona: posizione geografica, interesse economico, interdipendenza eonimca e commerciale, importanza dell’Islam. A queste vanno aggiunte delle ragioni di carattere politico, lo sviluppo delle relazioni sociali economiche e commerciali tra gli Stati si pensava e si pensa possano portare un significativo contributo all’opera di pacificazione del Medio-Oriente.
Il vero punto di svolta nella politica “mediterranea” dell’U.E. si è avuta con l’avvio del cosiddetto Processo di Barcellona. Il nome è dovuto al primo importante Consiglio dell’Unione dei quindici con i dodici paesi della “riva sud” del Mediterraneo che si tenne il 27-28 novembre 1995 a Barcellona durante il semestre di presidenza spagnola.
Il processo di Barcellona ha delle ragioni che vanno ad integrare quelle preesistenti di una attenzione al Mediterraneo, ma vive di sua proprie motivazioni: cercare di limitare il divario economico esistente tra le due sponde del “Mare nostrum”, creare una alternativa al blocco degli stati americani ed asiatici, progettare una espansione al di là del blocco ex-Urss.
Si è, quindi, sviluppata una cooperazione chiusa tra U.E. ed i dodici paesi del Mediterraneo in tre settori o pilastri (detti “basket”) di centrale importanza:
1. Economico- finanziario;
2. Culturale e sociale;
3. Politico e della sicurezza.
Gli obiettivi, infatti, dell’EMP corrispondono a queste tra aree di sviluppo ed applicazione dei progetti .
Nella prima parte si parlerà infatti del più volte citato “Programma MEDA” , il piano di bilancio finanziario che sostiene l’intero processo in discussione.
Lo si analizzerà dalla sua nascita nel 1996 fino ad oggi, passando per l’anno di “rifondazione” del programma, il 2000, quando vi sono stati approvati alcuni fondamentali emendamenti, e si è così istituito il MEDA II. Saranno studiati i criteri di attribuzione dei fondi previsti nel programma, i metodi per il loro stanziamento e le principali differenze tra MEDA I e MEDA II, con un’attenzione alle cause che hanno portato alla revisione del programma originariamente concepito.
Nella seconda parte si analizzeranno gli organi della politica Euro-mediterranea; ed all’interno di tutto il discorso si cercherà di rendere un quadro della situazione dei singoli Stati arabi nell’ambito di questo importante e significativo processo.
Il “programma MEDA relativo alle misure finanziarie e tecniche di accompagnamento alla riforma delle strutture socioeconomiche nel quadro del partenariato euromediterraneo” entra in vigore il 2 agosto 1996 . Si tratta di un programma finanziario – economico, provvisto di una struttura di base che definisce le regole di gestione e applicazione delle misure da adottare. Di tale programma si tenterà di definire le caratteristiche di fondo e le modalità di attuazione, per comprendere la struttura di un piano finanziario che da subito si è dimostrato come una delle più potenti macchine finanziarie al mondo.
Prima della Dichiarazione di Barcellona, i rapporti finanziari tra Europa e Mediterraneo erano regolati da protocolli finanziari bilaterali, e da un fondo per la cooperazione regionale. Questo meccanismo, pur innovando grandemente rispetto al passato, presentava tuttavia una serie di problemi non indifferenti. Intanto, il panorama che si presenta dal ’95 in poi è del tutto diverso dal passato, visto l’inizio di una politica mediterranea decisamente più rilevante, da tutti i punti di vista, rispetto a qualunque esperienza precedente; sul piano economico, questo significa una grande crescita dei rapporti commerciali e quindi del sostegno finanziario dell’Unione nei confronti dei partner. Inoltre, ai protocolli finanziari bilaterali non si può chiedere quella flessibilità indispensabile in un’operazione economica come quella da realizzarsi; e ancora, la dispersione di capitali su un ventaglio troppo ampio di iniziative era quasi inevitabile, trattandosi di un sistema economico di cooperazione incapace di tenere un ampio orizzonte di azione, in cui la parte prevalente era costituita da progetti bilaterali.
Così, dopo quattro generazioni di protocolli bilaterali con i partner mediterranei, si è presentata l’esigenza di migliorare il sistema tramite il quale vengono attuate le iniziative di cooperazione.
Il programma finanziario MEDA ha subito a sua volta una serie di emendamenti che ne hanno sotto più aspetti modificato la fisionomia; nel 2000 infatti, nell’ambito dei lavori svolti alla Conferenza euromediterranea di Marsiglia , è stata approvata un’ampia revisione del programma, volta a renderlo ancora più efficace rispetto alle nuove esigenze nel frattempo emerse.
Cercheremo di seguito di analizzare la struttura portante del programma MEDA come riformato a Marsiglia (denominato di seguito “MEDA II”), tentando di cogliere, in una visione comparata con l’originale programma MEDA 1996, le innovazioni principali e le cause che ne hanno determinato la revisione.
L’articolo 1 del Regolamento che modifica MEDA recita: “La Comunità, nell’ambito dei principi e delle priorità del partenariato euromediterraneo, attua misure volte a sostenere gli sforzi intrapresi dai territori e paesi terzi mediterranei [...] per procedere alle riforme delle loro strutture economiche e sociali, migliorare le condizioni dei più sfavoriti e attenuare le conseguenze che possono risultare dallo sviluppo economico sul piano sociale e ambientale”. Questo il principio di funzionamento dell’intero programma; il riferimento alle condizioni dei paesi “più sfavoriti” è stato introdotto nel 2000. Potrebbe a prima vista sembrare di poco conto; in realtà, è indice di quella flessibilità che è considerata una priorità nella stesura del Regolamento, e di cui troveremo altri numerosi indizi.
Lo stesso articolo individua i destinatari degli aiuti finanziari, in una norma rimasta identica in ambedue le versioni; possono infatti beneficiare degli aiuti di MEDA “non soltanto gli Stati e le Regioni, ma altresì le autorità locali, le organizzazioni regionali, gli organismi pubblici, le comunità locali o tradizionali, le organizzazioni di sostegno delle imprese, gli operatori privati, le cooperative, le mutue, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni non governative” .
Al 3° comma si individua la somma destinata alla cooperazione per il periodo 2000-2006: l’importo previsto è di 5.350 milioni di €, decisamente superiore, come del resto è naturale, ai 3.500 milioni stanziati per il periodo precedente (1995-1999).
Ancora in ambito di principi e disposizioni generali, dopo aver individuato negli obiettivi di Barcellona lo scopo fondamentale della cooperazione finanziaria MEDA , si afferma che le misure di sostegno devono tener conto dell’obiettivo di realizzare uno sviluppo sostenibile “che conduca alla stabilità e alla prosperità nel lungo periodo”, e che si presterà “particolare attenzione [...] allo sviluppo della capacità d’integrazione dei partner mediterranei nell’economia mondiale”, riconosciuti così come protagonisti indiscussi del processo in corso non solo sul piano locale.
Inoltre l’articolo 3 pone un preciso limite, la cui portata è piuttosto incisiva vista la situazione di molti paesi partner, indicando il rispetto dei principi democratici e dello Stato di diritto, nonché dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, come elemento la cui violazione giustifica l’adozione di “appropriate misure”. Ovviamente si pensa a misure anche drastiche, quali, ad esempio, la sospensione dell’erogazione dei fondi; ma nella pratica, durante la vigenza del regolamento MEDA, casi simili non si sono mai verificati.
I criteri, stabiliti a Cannes nel 1995, secondo i quali distribuire le risorse presenti sono da considerarsi essenzialmente cinque:
- popolazione;
- reddito pro capite;
- capacità di assorbimento ed utilizzo dei fondi ;
- programma di riforme strutturali;
- programma di riforme economiche.
Cominciando ad entrare sul punto dei finanziamenti, di fondamentale importanza si dimostra l’articolo 5, che individua come criteri base per l’attribuzione dei contributi e per la determinazione della loro entità le priorità dei beneficiari, cioè le urgenze di ogni partner, l’evolversi dei loro bisogni, la loro capacità di assorbimento dei fondi (onde evitare inutili sprechi di denaro) e i progressi compiuti dai paesi mediterranei nelle riforme strutturali. Inoltre bisognerà tener conto anche della congruità tra gli obiettivi indicati dal partner e il “quantum” del conferimento, ed infine, se risulta utile, delle disposizioni degli accordi di associazione.
Entrando poi nel vivo delle modalità di finanziamento, si scopre che il MEDA II ha introdotto una struttura “piramidale”, che parte dal un primo livello generale e di lungo periodo (quello dei “documenti strategici”), per giungere ad un livello molto capillare, quello dei piani di finanziamento, ultimo anello della catena, adottati anno per anno. È questa la principale innovazione apportata dalle revisioni del 2000; nella versione precedente del Regolamento infatti era prevista un’unica serie di documenti, i piani indicativi triennali, e le decisioni di finanziamento si basavano esclusivamente su di essi.
Dunque, i commi 2 - 5 dell’articolo 5 introducono l’argomento dei documenti strategici e dei programmi indicativi, primo livello della struttura.
I primi sono documenti redatti allo scopo di definire gli obiettivi a lungo termine della cooperazione e individuare i settori d’intervento prioritari, sia a livello regionale che nazionale, e vengono redatti di concerto con la Banca europea per gli investimenti (BEI). Hanno così la funzione di indicare quali saranno le priorità, cioè gli ambiti su cui ricadranno i finanziamenti, in una prospettiva di lungo periodo (nel “MEDA II”, dal 2000 al 2006).
I programmi indicativi, al secondo livello della “piramide”, coprono invece un arco di tre anni. Si basano sui rispettivi documenti strategici e sono redatti anch’essi sia a livello nazionale che a livello regionale di concerto con la Banca.
Le conclusioni riportate nei programmi indicativi triennali tengono conto delle priorità individuate insieme ai partner mediterranei; essi definiscono gli obiettivi principali, le linee guida e i settori prioritari del sostegno comunitario, e comprendono importi indicativi globali e per settore.
Inoltre, con una norma che conferisce notevole elasticità all’intero sistema, si prevede la possibilità di una revisione annuale per i programmi, che “possono essere modificati in funzione dell’esperienza acquisita o dei progressi compiuti dai partner nel campo delle riforme strutturali, della stabilizzazione macroeconomica, dello sviluppo industriale e del progresso sociale, nonché [...] dei nuovi accordi di associazione” .
Tra l’altro, i programmi indicativi illustrano le riforme che i partner devono attuare nei settori prioritari e comprendono una valutazione dei progressi compiuti in tal senso.
All’ultimo livello vi sono poi i piani di finanziamento, che a loro volta si basano sui programmi indicativi, e sono adottati annualmente. Anch’essi vengono adottati di concerto con la Banca, e contengono un elenco dei progetti da finanziare; tale elenco deve essere sufficientemente dettagliato, in modo da rendere possibile l’adozione dei progetti.
Si giunge così alle decisioni di finanziamento, correlate ad un piano di finanziamento; esse sono ovviamente il punto d’arrivo di questa lunga catena, che ha il grande pregio di adattarsi in modo capillare alle esigenze di volta in volta più urgenti.
Il successivo articolo 6 illustra le diverse forme che i capitali investiti dall’Unione possono assumere. Essi possono infatti essere erogati sotto forma di prestiti, di abbuoni d’interessi o di capitali di rischio; in quest’ultimo caso i fondi stanziati possono essere:
- prestiti il cui rimborso e, se previsto, il pagamento degli interessi si effettua solo dopo il saldo degli altri crediti bancari;
- prestiti “condizionali”, il cui rimborso o la cui durata dipendono dalla realizzazione delle condizioni definite al momento del prestito;
- assunzioni di partecipazioni minoritarie e temporanee a nome della Comunità nel capitale di imprese stabilite nei paesi terzi o territori mediterranei;
- finanziamenti di partecipazioni sotto forma di prestiti condizionati accordati ai partner mediterranei o, con il loro accordo, a imprese dei partner mediterranei, direttamente o tramite le loro istituzioni finanziarie.
Inoltre, i fondi stanziati possono spingersi fino a coprire la totalità dei settori delle iniziative finanziate. Il Regolamento prevede infatti che le misure finanziarie MEDA possano “coprire le spese per l’importazione di merci e servizi e le spese locali per realizzare i progetti; possono inoltre essere realizzati finanziamenti diretti a favore del partner beneficiario destinati al sostegno dei programmi concordati di riforma economica” .
Sempre al riguardo, il secondo comma prevede possano essere coperte altresì le spese sostenute dal beneficiario per “l’identificazione, la preparazione, la gestione, la sorveglianza, la revisione contabile e il controllo dei programmi o dei progetti”, nonché “le spese relative all’assistenza tecnica ed amministrativa” .
Rimangono invece esclusi dal finanziamento “tasse, dazi e imposizioni” che il partner applica all’ingresso delle merci o dei servizi nel suo territorio.
Per quanto riguarda la concreta esecuzione delle misure finanziate dalla Comunità, il sistema prescelto è quello dell’appalto. In breve, significa che l’Unione, nell’ambito delle iniziative concordate, pubblica annualmente l’elenco dei servizi e delle azioni di cooperazione tecnica da attribuire mediante gara d’appalto, aperta senza discriminazioni a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dei partner mediterranei. Per il migliore svolgimento dell’appalto, è previsto un meccanismo di controllo da parte della Commissione, che deve assicurare la più ampia partecipazione possibile, alle stesse condizioni, alle prestazioni e alle aggiudicazioni per gli appalti di forniture, di lavori e di servizi. Inoltre, rientra nelle competenze della Commissione quella di garantire la trasparenza ed il rigore necessari nell’applicazione dei criteri di selezione, nonché di garantire una reale concorrenza tra imprese, organizzazioni ed istituzioni che partecipano all’appalto.
I risultati dei bandi di gara d’appalto, che devono comprendere informazioni sul numero di copie ricevute, la data di aggiudicazione dell’appalto, il nome e l’indirizzo dell’aggiudicatario, sono pubblicati sulla Gazzetta delle Comunità Europee.
A questo punto entra in gioco un organo “inventato” da MEDA, il “Comitato MED”; è questo un comitato di gestione che coadiuva la Commissione nello svolgimento dei lavori, secondo le modalità previste nella decisione 1999/468/CE.
Innanzitutto, il Comitato MED è composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. La procedura di cooperazione tra Commissione e Comitato prevede che il rappresentante della Commissione sottoponga al Comitato un progetto delle misure da adottare. Esso esprime poi il parere sul progetto entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione in esame; tale parere è formulato a maggioranza qualificata, senza però la partecipazione al voto del Presidente.
In seguito la Commissione adotta le misure che sono immediatamente applicabili; tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere del Comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In quest'ultimo caso, la Commissione può differire l'applicazione delle misure da essa decise per un periodo stabilito di volta in volta a seconda delle esigenze, ma che in nessun caso può essere superiore ai tre mesi.
In quest’ultimo caso il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine stabilito .
Il Parlamento europeo è periodicamente informato dalla Commissione dei lavori dei comitati: esso riceve gli ordini del giorno delle riunioni dei comitati, i progetti sottoposti agli stessi relativi a misure di esecuzione degli atti adottati nonché i risultati delle votazioni e i resoconti sommari delle riunioni, ed anche gli elenchi degli organismi cui appartengono le persone designate dagli Stati membri a rappresentarli.
Il Parlamento europeo è tenuto informato ogni volta che la Commissione trasmette al Consiglio misure o proposte relative alle misure da adottare.
É infine previsto che a decorrere dal 2000 la Commissione debba pubblicare una relazione annuale sui lavori dei comitati .
Anche la BEI ha potere d’iniziativa nei finanziamenti euromediterranei. È infatti previsto che essa possa formulare progetti e sottoporli alla Commissione affinché siano inseriti in un piano di finanziamento o adottati in una singola decisione di finanziamento. La Commissione comunica poi la sua decisione al riguardo; la BEI sottopone poi il progetto in questione ad un apposito comitato istituito presso la Banca stessa e composto da rappresentanti degli Stati membri , presieduto però dal rappresentante dello Stato membro che esercita la presidenza del Consiglio dei Governatori della Banca, e con la partecipazione di un rappresentante della Commissione. La partecipazione di quest’ultimo è fondamentale; egli infatti ha il compito di istruire il Comitato sulla posizione presa dalla Commissione sul progetto in discussione.
Ottenuto il parere favorevole del Comitato, l’iniziativa torna alla Banca affinché adotti misure appropriate per la realizzazione pratica del progetto.
Per concludere l’analisi della struttura giuridica di base del programma MEDA, occorre osservare gli strumenti di controllo e verifica periodica dell’intero meccanismo, di cui si occupa l’articolo 15.
Tale articolo si preoccupa di fare in modo che il percorso di approvazione delle iniziative, stanziamento dei fondi e pratica realizzazione dei progetti sia “monitorato” in ogni sua fase dalla Commissione. Ad essa è attribuito il compito di “esaminare, in collaborazione con la Banca, lo stato di avanzamento delle azioni intraprese” e di “sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale entro il 30 giugno dell’esercizio successivo”.
Il controllo della Commissione avviene in due ambiti differenti, uno interno a Bruxelles ed un altro esterno tramite il dialogo costante con gli Enti e gli Stati di riferimento. Questo controllo e collegamento è caratterizzato per la sua non coercitività e per la sua multipolarità .
In seguito, compito della Commissione e della Banca è quello di procedere ad una valutazione ex-post dei progetti, individuando quali tra gli obiettivi posti sono stati raggiunti e quali no, e individuare gli orientamenti per rendere più efficaci le attività future. Anche le relazioni che riportano tali valutazioni sono poste all’attenzione del Parlamento e del Comitato MED.
Inoltre, è previsto dal Regolamento che ogni tre anni la Commissione, in collaborazione con la BEI, presenti al Comitato MED una “Relazione di valutazione globale” dell’assistenza già fornita ai partner, per avviare una discussione sulla stessa.
Il Regolamento si chiude con una norma che si potrebbe definire “perennemente transitoria”: si stabilisce infatti che “entro il 30 giugno 2006 il Consiglio procede ad un riesame del presente Regolamento. A tal fine la Commissione gli sottopone, entro il 31 dicembre 2005, una relazione di valutazione corredata da proposte riguardanti il futuro del Regolamento e, per quanto necessario, le modifiche da apportarvi” .
La stessa norma era presente anche all’interno della versione del Regolamento del ’96, ovviamente con termini diversi : da tale disposizione, che conferisce all’intero Regolamento una indubbia elasticità, è nato nel 2000 il programma MEDA II.
Quali, dunque, le caratteristiche essenziali di MEDA? Intanto, come più volte sottolineato, la sua grande capacità di adattamento al mutare delle situazioni economiche, ma anche sociali e politiche dei paesi interessati dai finanziamenti, e delle urgenze che di volta in volta si verificano. Questo obiettivo è realizzato soprattutto con la possibilità di riforma annuale dei piani finanziari.
Del resto, la descritta struttura a più livelli consente di prendere decisioni coscienti delle reali esigenze avvertite nel territorio interessato al finanziamento, e permette altresì la partecipazione di più soggetti nel processo di assegnazione dei fondi, l’ultima parola restando alla Commissione.
Inoltre, un tale procedimento incoraggia i partner ad assumersi una sempre maggiore responsabilità dei progetti finanziati intrapresi sul proprio territorio, e questo è uno degli scopi espliciti di MEDA, e dell’intero processo euromediterraneo. Ciò è soprattutto dovuto al sistema di controllo permanente della Commissione e della Banca che, come visto, visionano ogni singolo passaggio del procedimento di attribuzione dei fondi.
Inoltre, grazie al disposto dell’articolo 5 del Regolamento , si crea una sorta di competizione per ottenere i finanziamenti. Il fenomeno viene identificato con quello delle tre “C”: coerenza , coordinamento , competitività. Utilizzando un’espressione di Patrick Laurent, rappresentante della Commissione e capo del Dipartimento delle politiche orizzontali all’interno del Direttorio Generale del processo euromediterraneo, si può a ragione affermare che “uno dei messaggi fondamentali del programma MEDA è che non esiste Stato che possa vantare il diritto di ottenere un certo preciso quantitativo di fondi; l’approccio del MEDA è infatti basato sulla competizione tra Stati, tra progetti all’interno dello stesso Stato e tra progetti all’interno dello stesso contesto regionale” .
Il sistema dei finanziamenti del MEDA si caratterizza per sostenere in varie forme la crescita degli Stati appartenenti, si distingue infatti tra progetti di aiuto, prestiti al 3%, supporti di budget (SAF)
Infine vorrei sottolineare l’importanza della partecipazione del Parlamento Europeo all’intero sistema di finanziamenti. Le disposizioni dell’articolo 15, che sottopongono le diverse relazioni di controllo della Commissione all’attenzione del Parlamento, rappresentano un’ulteriore forma di partecipazione delle comunità nazionali al sistema di attribuzione dei fondi ed all’intero processo euromediterraneo, che potrebbe altrimenti apparire distante o “elitario”.
Proprio della relazione annuale, cui fa riferimento l’articolo 15 del Regolamento, è interessante ora parlare, e non solo per analizzarne la struttura; prenderemo infatti come esempio la relazione del 2000 , anno di transizione tra la versione originaria di MEDA e il nuovo MEDA II, per poter anche dare una valutazione sull’attuale situazione del partenariato dal punto di vista finanziario ed osservare i frutti dei finanziamenti MEDA.
La relazione è introdotta dalla Dichiarazione del Commissario per le Relazioni esterne Chris Patten, che tocca alcuni punti di interesse generale, quali la situazione degli accordi di associazione, di cui si è dato ampio resoconto nel precedente capitolo, o il processo di Agadir, che ha assunto una notevole importanza dal punto di vista economico e finanziario per i paesi interessati e per l’Unione stessa; ovviamente si parla anche dell’approvazione del MEDA II, avvenuta all’interno dei lavori di Marsiglia nel 2000.
Segue un capitolo dedicato al contesto politico ed economico del periodo, all’interno del quale si prende in considerazione il processo di pace in Medio Oriente, ma si affronta anche la situazione del processo di Barcellona e delle sue priorità .
Il secondo capitolo è interamente dedicato al Programma MEDA; la seguente tabella, trasposta dalla Relazione stessa, mostra il quantitativo degli impegni finanziari paese per paese, in una prospettiva cioè bilaterale, e degli impegni finanziari su scala regionale. La tabella contiene l’indicazione dei fondi stanziati anno per anno, e dà un’idea della mole dei progetti finanziati con MEDA:

MEDA
(le cifre sono espresse
in milioni di €)

1995

1996

1997

1998

1999

2000

1995-2000

Marocco

30

---

235

219

172

140.6

796.6

Algeria

 

---

41

95

28

30.2

194.2

Tunisia

20

120

138

19

131

75.7

503.7

Egitto

 

75

203

397

11

12.7

698.7

Giordania

7

100

10

8

129

15

269

Libano

---

10

86

---

86

---

182

Siria

---

13

42

---

44

38

137

Cisgiordania e Gaza

3

20

41

5

42

96.7

207.7

Turchia

---

33

70

132

140

310.4

551.4

   
 
 
 
 
 
 
 

REGIONALE

113

33

93

46

133

159.8

577.8

   
 
 
 
 
 
 
 
TOTALE

173

403

981

941

937

879.1

4179.1

 


La tabella mostra con chiarezza i singoli investimenti effettuati nei confronti dei paesi partner, cioè le iniziative bilaterali, cui è dedicata ampia parte della relazione in analisi; essa infatti riporta numerose “tabelle singole” che riportano l’ammontare dei finanziamenti per ciascun paese, e una breve sintesi della situazione politica, economica e sociale di ogni partner, nonché dei progetti già realizzati in loco coi contributi di MEDA.
Ma la tabella riportata sopra rivela anche il quantum dei finanziamenti per le iniziative “regionali”, che interessano cioè intere aree territoriali, a prescindere dai confini geografici dei partner.
Anche a queste iniziative regionali è riservata una lunga parte della relazione, che ne mette in luce i principali progressi ottenuti nell’anno cui la relazione si riferisce; un’attenta analisi di tali iniziative, ancor più che dei progetti e finanziamenti bilaterali, può aiutare a comprendere l’ampiezza che il programma MEDA ha assunto nel corso del tempo .
Procedendo in maniera schematica, verrà sinteticamente mostrato lo stadio dei lavori di ogni iniziativa di cooperazione regionale intrapresa nell’ambito del partenariato , tenendo come riferimento la Relazione della Commissione del 2000:

cooperazione industriale: sono stati individuati, durante la terza Conferenza euromediterranea dei Ministri dell’Industria , i quattro settori prioritari per la cooperazione industriale. Essi sono la promozione degli investimenti, l’innovazione, tecnologia e qualità, gli strumenti e meccanismi del mercato euromediterraneo e le PMI (piccole e medie imprese).
Sono stati impiegati 10 milioni di € per avviare un programma regionale finalizzato alla promozione degli strumenti e meccanismi del mercato euromediterraneo; inoltre 15.000 € sono stati stanziati per avviare un programma regionale di promozione della tecnica, qualità e innovazione in seno alle imprese.
Le discussioni sul tema delle piccole e medie imprese è tuttora in corso di svolgimento; intanto sono stati realizzati diversi incontri diretti tra imprese che hanno contribuito a sviluppare la cooperazione industriale Nord-Sud e Sud-Sud (ad esempio l’iniziativa “Medpartenariat Egypt 2000);

ambiente: alla fine dell’anno 2000 era stata firmata la prima seri di contratti volti a formulare proposte in ambito di cooperazione ambientale. É seguita poi un’altra serie di proposte, e a Bruxelles si è stabilito un “Programma di azione ambientale a breve e medio termine” (detto SMAP). Il programma finanziario MEDA sosterrà economicamente le iniziative adottate in questo ambito;

società dell’informazione: nel corso del 2000 è stato annunciato dall’Unione un invito a presentare proposte in materia; gli attuali finanziamenti ammontano a 35 milioni di €. Lo scopo del programma relativo alla società dell’informazione è quello di ridurre il divario tecnologico tra l’Unione ed i partner mediterranei ed è complementare ad un altro progetto regionale tuttora in corso (che beneficia di un contributo di 2,5 milioni di €) intitolato “Nuove strategie in materia di politica delle telecomunicazioni” (NATP);

gestione delle risorse idriche locali: in questo ambito si sono tenute diverse consultazioni con Stati membri e partner, per la presentazione di un programma regionale convincente nell’ambito della gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo, e nel giugno 2000 si è tenuto un primo incontro sul tema ;

trasporti: nel mese di novembre del 2000 si è tenuto a Bruxelles il secondo Forum sui trasporti, in cui si sono divise le competenze tra quattro gruppi di lavoro (trasporti marittimi, navigazione satellitare, reti e infrastrutture, ricerca) e si è progettata la creazione di un sistema di miglioramento della catena dei trasporti regionali;

energia: tra le conclusioni raggiunte sul tema dell’energia vi è la creazione di tre gruppi distinti a seconda della materia: politica energetica, analisi economica e interconnettività). I finanziamenti impegnati sono 2 milioni di € per il progetto “Energia e ambiente umano”, 2 milioni in favore di “Rete elettrica mediterrnaea”, 1.8 milioni per “Politica energetica e rete di formazione”, tutti e tre finanziati con MEDA;

audiovisivi: le principali attività intraprese al riguardo riguardano la conservazione di archivi audiovisivi, il sostegno alla produzione e alla trasmissione, la distribuzione e la diffusione delle opere audiovisive, la formazione e il trasferimento di tecnologie nel campo del cinema e della televisione. Il primo incontro comprendente le suddette attività si è svolto nel corso del 2000 a Rabat;

patrimonio culturale: trasferimento di conoscenze, risorse umane e sviluppo del patrimonio culturale: sono questi i tre obiettivi prioritari del programma relativo al patrimonio culturale “Patrimonio Euromed II”, a favore del quale sono stati stanziati 30 milioni di €;

gioventù: è uno dei programmi regionali più ambiziosi all’interno del partenariato. Oggi è pienamente operativo, ed ha ricevuto uno stanziamento di 9.7 milioni di €. Obiettivo principale del programma è quello di migliorare la reciproca comprensione tra i giovani del bacino mediterraneo, nell’osservanza comune di alcuni valori fondamentali quali il rispetto reciproco, la tolleranza e il dialogo tra culture differenti. Nel biennio 1999-2000 sono stati finanziati, nell’ambito di MEDA, oltre 150 progetti relativi allo scambio tra giovani, ai servizi di volontariato e alle misure di sostegno.
L’importanza del “settore giovani” tra le iniziative regionali adottate è stata sottolineata più volte, e recentemente anche nella “Dichiarazione di Marsiglia sulla gioventù” . Per questo il prossimo paragrafo del presente capitolo sarà dedicato a questo specifico tema, prendendo in considerazione anche altri programmi attivati nell’ambito dei rapporti euromediterranei.

L’ultima forma di sostegno verso la creazione di un sistema economico ed imprenditoriale integrato il MEDA lo ha fornito finanziando il progetto ANIMA sviluppato grazie all’opera dell’ICE (Istituto di Commercio Estero)dell’IFA (Istituto commercio estero francese) e dell’IE (Ente per gli investimenti del Regno del Marocco) l’obiettivo è quello di:
- migliorare le condizioni di accoglienza degli investitori e degli operatori turistici internazionali nei paesi del MEDA;
- rafforzare l’attività degli Enti Promozionali dei suddetti Paesi in particolare in tema di autorizzazioni, concessioni, permessi...;
- migliorare l’immagine dell’intero sistema mediterraneo e dell’offerta turistica integrata.

Sono state così elencate le principali iniziative regionali finanziate oggi con MEDA, ed è stato fatto un breve resoconto sullo stato di avanzamento dei lavori.
Ora è necessario concludere la panoramica sulla relazione della Commissione, che prosegue analizzando l’attività di prestito svolta dalla Banca degli investimenti, che rientra tra le iniziative nate col partenariato e risulta complementare ai finanziamenti MEDA.
I prestiti della BEI sono destinati a progetti d’investimento specifici, a progetti di dimensioni limitate e allo sviluppo delle piccole e medie imprese, ma nello stesso tempo svolgono l’importante compito di rafforzare il settore finanziario nei paesi interessati.
Nel solo anno 2000 la Banca ha accordato prestiti per 1.193 milioni di €, finanziando con 19 diversi prestiti i progetti di 8 paesi mediterranei.
Il quantitativo più ingente è andato alla Turchia, che ha ottenuto fondi di ricostruzione dopo il terremoto che ha sconvolto il paese nel ’99. Vi è poi una serie di prestiti in materia di trasporti e comunicazioni, che hanno interessato in particolare l’Algeria, con la costruzione di un’autostrada est-ovest nel paese, la Tunisia, per l’ammodernamento di alcune linee ferroviarie, e alcuni lavori di ripristino delle strade in Marocco.
Nell’ambito dei progetti che riguardano l’energia, 120 milioni di € sono stati destinati al trasporto dell’energia elettrica in Siria e Tunisia; nel campo della tutela ambientale, sono stati stanziati 225 milioni per una serie di progetti molto diversificati, come lo smaltimento dei rifiuti solidi in Tunisia, il risanamento e l’ampliamento delle reti fognarie nella valle del Nilo, la lotta all’inquinamento industriale in Turchia.
La relazione della Commissione del 2000, dopo aver sinteticamente descritto i progetti finanziati dalla Banca, si affretta a precisare che essi “si svolgono nel quadro della politica definita dall’Unione e rientrano in un approccio concertato e perseguito in stretta collaborazione con la Commissione” e che tali progetti “rappresentano una buona selezione di interventi volti a promuovere in maniera solida lo sviluppo economico sostenibile dei partner mediterranei, inquadrandosi nella ‘componente finanziaria’ del mandato politico conferito dalla Dichiarazione di Barcellona” .
L’ultimo capitolo della Relazione è dedicato alle valutazioni conclusive sugli aiuti forniti da MEDA ai partner, considerando l’anno precedente l’uscita della relazione (cioè il 1999), e l’intero periodo 1995-2000, in sintonia con il regolamento 1488/96 : il giudizio che se ne ricava è certamente positivo, pur non mancando qualche elemento da correggere.
La relazione ne indica soprattutto uno: “La complessità delle procedure e dei sistemi organizzativi, a volte eccessiva, favoriscono ancora una certa dispersione delle azioni. Per porre rimedio a questa situazione, si raccomanda di precisare le norme d’intervento e di assicurare il mantenimento di tali misure, affidando l’attuazione e il coordinamento delle azioni ad un ufficio di cooperazione”.
Così nel 2001 è nato l’Ufficio di cooperazione EuropeAid; è un organo molto importante, istituito di fatto nel 2001, che ha sostituito interamente il vecchio Servizio comune Relazioni Esterne.
L’Ufficio è posto sotto la responsabilità di un comitato di direzione, guidato dal Commissario per le relazioni esterne Chris Patten; è oggi interamente responsabile della gestione del ciclo dei progetti, dalla loro valutazione all’approvazione e fino alla gestione operativa tecnica degli stessi, soprattutto nell’ambito dei progetti MEDA.
Si è già accennato gli organi dell’EMP ed al loro ruolo, si cercherà ora di delineare le funzioni e il loro funzionamento.
Il Comitato Euro-Mediterraneo è stato costituito per seguire e controllare l’effettiva applicazione ed evoluzione dell’intero Processo di Barcellona. È composto dai rappresentanti di ciascun paese del Mediterraneo e dalla cosiddetta “troika ” dell’U.E.
Questo Comitato si riunisce periodicamente per verificare il lavoro svolto dall’intero sistema dell’EMP e per organizzare e creare le basi per la Conferenza dei Ministri degli esteri la quale ha una importanza essenziale in quanto delinea le linee guida dell’intera politica euro-mediterranea. Durante queste conferenze si firmano tutti gli accordi di adesione, ha inoltre una importante funzione nella individuazione delle priorità e nell’analisi delle direttive di sviluppo dell’EMP.
Accanto a questa si riuniscono anche le varie conferenze dei ministri ad hoc per ciascun settore.
Le riunioni delle Conferenze dei ministri si tengono ogni anno alla presenza dei ministri degli esteri dei Paesi Europei, ai Ministri degli Esteri dei Paesi del Mediterraneo ed ai membri delle istituzioni dell’U.E.
Se da un punto di vista del quadro istituzionale gli organi svolgono le funzioni suddette da un punto di vista di un quadro operativo si delineano degli strumenti istituzionali ed economici che si differenziano, come si è avuto modo di accennare, secondo un sistema di cooperazione orizzontale, programmi regionali nei tre “basket”, e una cooperazione verticale con il MEDA e gli accordi di associazione.