| IL PARTENARIATO EUROMEDITERRANEO:
ASPETTI PARTICOLARI PER UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA
Paolo Greco
Università degli Studi di Bologna
Il processo di interesse dell’U.E. verso una politica Euro-mediterranea
ha avuto origine nel 1992 a Lisbona in cui si è identificato
il Mediterraneo come una zona di interesse sulla base di quattro elementi
chiaramente esposti nella Dichiarazione di Lisbona: posizione geografica,
interesse economico, interdipendenza eonimca e commerciale, importanza
dell’Islam. A queste vanno aggiunte delle ragioni di carattere
politico, lo sviluppo delle relazioni sociali economiche e commerciali
tra gli Stati si pensava e si pensa possano portare un significativo
contributo all’opera di pacificazione del Medio-Oriente.
Il vero punto di svolta nella politica “mediterranea”
dell’U.E. si è avuta con l’avvio del cosiddetto
Processo di Barcellona. Il nome è dovuto al primo importante
Consiglio dell’Unione dei quindici con i dodici paesi della
“riva sud” del Mediterraneo che si tenne il 27-28 novembre
1995 a Barcellona durante il semestre di presidenza spagnola.
Il processo di Barcellona ha delle ragioni che vanno ad integrare
quelle preesistenti di una attenzione al Mediterraneo, ma vive di
sua proprie motivazioni: cercare di limitare il divario economico
esistente tra le due sponde del “Mare nostrum”, creare
una alternativa al blocco degli stati americani ed asiatici, progettare
una espansione al di là del blocco ex-Urss.
Si è, quindi, sviluppata una cooperazione chiusa tra U.E. ed
i dodici paesi del Mediterraneo in tre settori o pilastri (detti “basket”)
di centrale importanza:
1. Economico- finanziario;
2. Culturale e sociale;
3. Politico e della sicurezza.
Gli obiettivi, infatti, dell’EMP corrispondono a queste tra
aree di sviluppo ed applicazione dei progetti .
Nella prima parte si parlerà infatti del più volte citato
“Programma MEDA” , il piano di bilancio finanziario che
sostiene l’intero processo in discussione.
Lo si analizzerà dalla sua nascita nel 1996 fino ad oggi, passando
per l’anno di “rifondazione” del programma, il 2000,
quando vi sono stati approvati alcuni fondamentali emendamenti, e
si è così istituito il MEDA II. Saranno studiati i criteri
di attribuzione dei fondi previsti nel programma, i metodi per il
loro stanziamento e le principali differenze tra MEDA I e MEDA II,
con un’attenzione alle cause che hanno portato alla revisione
del programma originariamente concepito.
Nella seconda parte si analizzeranno gli organi della politica Euro-mediterranea;
ed all’interno di tutto il discorso si cercherà di rendere
un quadro della situazione dei singoli Stati arabi nell’ambito
di questo importante e significativo processo.
Il “programma MEDA relativo alle misure finanziarie e tecniche
di accompagnamento alla riforma delle strutture socioeconomiche nel
quadro del partenariato euromediterraneo” entra in vigore il
2 agosto 1996 . Si tratta di un programma finanziario – economico,
provvisto di una struttura di base che definisce le regole di gestione
e applicazione delle misure da adottare. Di tale programma si tenterà
di definire le caratteristiche di fondo e le modalità di attuazione,
per comprendere la struttura di un piano finanziario che da subito
si è dimostrato come una delle più potenti macchine
finanziarie al mondo.
Prima della Dichiarazione di Barcellona, i rapporti finanziari tra
Europa e Mediterraneo erano regolati da protocolli finanziari bilaterali,
e da un fondo per la cooperazione regionale. Questo meccanismo, pur
innovando grandemente rispetto al passato, presentava tuttavia una
serie di problemi non indifferenti. Intanto, il panorama che si presenta
dal ’95 in poi è del tutto diverso dal passato, visto
l’inizio di una politica mediterranea decisamente più
rilevante, da tutti i punti di vista, rispetto a qualunque esperienza
precedente; sul piano economico, questo significa una grande crescita
dei rapporti commerciali e quindi del sostegno finanziario dell’Unione
nei confronti dei partner. Inoltre, ai protocolli finanziari bilaterali
non si può chiedere quella flessibilità indispensabile
in un’operazione economica come quella da realizzarsi; e ancora,
la dispersione di capitali su un ventaglio troppo ampio di iniziative
era quasi inevitabile, trattandosi di un sistema economico di cooperazione
incapace di tenere un ampio orizzonte di azione, in cui la parte prevalente
era costituita da progetti bilaterali.
Così, dopo quattro generazioni di protocolli bilaterali con
i partner mediterranei, si è presentata l’esigenza di
migliorare il sistema tramite il quale vengono attuate le iniziative
di cooperazione.
Il programma finanziario MEDA ha subito a sua volta una serie di emendamenti
che ne hanno sotto più aspetti modificato la fisionomia; nel
2000 infatti, nell’ambito dei lavori svolti alla Conferenza
euromediterranea di Marsiglia , è stata approvata un’ampia
revisione del programma, volta a renderlo ancora più efficace
rispetto alle nuove esigenze nel frattempo emerse.
Cercheremo di seguito di analizzare la struttura portante del programma
MEDA come riformato a Marsiglia (denominato di seguito “MEDA
II”), tentando di cogliere, in una visione comparata con l’originale
programma MEDA 1996, le innovazioni principali e le cause che ne hanno
determinato la revisione.
L’articolo 1 del Regolamento che modifica MEDA recita: “La
Comunità, nell’ambito dei principi e delle priorità
del partenariato euromediterraneo, attua misure volte a sostenere
gli sforzi intrapresi dai territori e paesi terzi mediterranei [...]
per procedere alle riforme delle loro strutture economiche e sociali,
migliorare le condizioni dei più sfavoriti e attenuare le conseguenze
che possono risultare dallo sviluppo economico sul piano sociale e
ambientale”. Questo il principio di funzionamento dell’intero
programma; il riferimento alle condizioni dei paesi “più
sfavoriti” è stato introdotto nel 2000. Potrebbe a prima
vista sembrare di poco conto; in realtà, è indice di
quella flessibilità che è considerata una priorità
nella stesura del Regolamento, e di cui troveremo altri numerosi indizi.
Lo stesso articolo individua i destinatari degli aiuti finanziari,
in una norma rimasta identica in ambedue le versioni; possono infatti
beneficiare degli aiuti di MEDA “non soltanto gli Stati e le
Regioni, ma altresì le autorità locali, le organizzazioni
regionali, gli organismi pubblici, le comunità locali o tradizionali,
le organizzazioni di sostegno delle imprese, gli operatori privati,
le cooperative, le mutue, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni
non governative” .
Al 3° comma si individua la somma destinata alla cooperazione
per il periodo 2000-2006: l’importo previsto è di 5.350
milioni di €, decisamente superiore, come del resto è
naturale, ai 3.500 milioni stanziati per il periodo precedente (1995-1999).
Ancora in ambito di principi e disposizioni generali, dopo aver individuato
negli obiettivi di Barcellona lo scopo fondamentale della cooperazione
finanziaria MEDA , si afferma che le misure di sostegno devono tener
conto dell’obiettivo di realizzare uno sviluppo sostenibile
“che conduca alla stabilità e alla prosperità
nel lungo periodo”, e che si presterà “particolare
attenzione [...] allo sviluppo della capacità d’integrazione
dei partner mediterranei nell’economia mondiale”, riconosciuti
così come protagonisti indiscussi del processo in corso non
solo sul piano locale.
Inoltre l’articolo 3 pone un preciso limite, la cui portata
è piuttosto incisiva vista la situazione di molti paesi partner,
indicando il rispetto dei principi democratici e dello Stato di diritto,
nonché dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
come elemento la cui violazione giustifica l’adozione di “appropriate
misure”. Ovviamente si pensa a misure anche drastiche, quali,
ad esempio, la sospensione dell’erogazione dei fondi; ma nella
pratica, durante la vigenza del regolamento MEDA, casi simili non
si sono mai verificati.
I criteri, stabiliti a Cannes nel 1995, secondo i quali distribuire
le risorse presenti sono da considerarsi essenzialmente cinque:
- popolazione;
- reddito pro capite;
- capacità di assorbimento ed utilizzo dei fondi ;
- programma di riforme strutturali;
- programma di riforme economiche.
Cominciando ad entrare sul punto dei finanziamenti, di fondamentale
importanza si dimostra l’articolo 5, che individua come criteri
base per l’attribuzione dei contributi e per la determinazione
della loro entità le priorità dei beneficiari, cioè
le urgenze di ogni partner, l’evolversi dei loro bisogni, la
loro capacità di assorbimento dei fondi (onde evitare inutili
sprechi di denaro) e i progressi compiuti dai paesi mediterranei nelle
riforme strutturali. Inoltre bisognerà tener conto anche della
congruità tra gli obiettivi indicati dal partner e il “quantum”
del conferimento, ed infine, se risulta utile, delle disposizioni
degli accordi di associazione.
Entrando poi nel vivo delle modalità di finanziamento, si scopre
che il MEDA II ha introdotto una struttura “piramidale”,
che parte dal un primo livello generale e di lungo periodo (quello
dei “documenti strategici”), per giungere ad un livello
molto capillare, quello dei piani di finanziamento, ultimo anello
della catena, adottati anno per anno. È questa la principale
innovazione apportata dalle revisioni del 2000; nella versione precedente
del Regolamento infatti era prevista un’unica serie di documenti,
i piani indicativi triennali, e le decisioni di finanziamento si basavano
esclusivamente su di essi.
Dunque, i commi 2 - 5 dell’articolo 5 introducono l’argomento
dei documenti strategici e dei programmi indicativi, primo livello
della struttura.
I primi sono documenti redatti allo scopo di definire gli obiettivi
a lungo termine della cooperazione e individuare i settori d’intervento
prioritari, sia a livello regionale che nazionale, e vengono redatti
di concerto con la Banca europea per gli investimenti (BEI). Hanno
così la funzione di indicare quali saranno le priorità,
cioè gli ambiti su cui ricadranno i finanziamenti, in una prospettiva
di lungo periodo (nel “MEDA II”, dal 2000 al 2006).
I programmi indicativi, al secondo livello della “piramide”,
coprono invece un arco di tre anni. Si basano sui rispettivi documenti
strategici e sono redatti anch’essi sia a livello nazionale
che a livello regionale di concerto con la Banca.
Le conclusioni riportate nei programmi indicativi triennali tengono
conto delle priorità individuate insieme ai partner mediterranei;
essi definiscono gli obiettivi principali, le linee guida e i settori
prioritari del sostegno comunitario, e comprendono importi indicativi
globali e per settore.
Inoltre, con una norma che conferisce notevole elasticità all’intero
sistema, si prevede la possibilità di una revisione annuale
per i programmi, che “possono essere modificati in funzione
dell’esperienza acquisita o dei progressi compiuti dai partner
nel campo delle riforme strutturali, della stabilizzazione macroeconomica,
dello sviluppo industriale e del progresso sociale, nonché
[...] dei nuovi accordi di associazione” .
Tra l’altro, i programmi indicativi illustrano le riforme che
i partner devono attuare nei settori prioritari e comprendono una
valutazione dei progressi compiuti in tal senso.
All’ultimo livello vi sono poi i piani di finanziamento, che
a loro volta si basano sui programmi indicativi, e sono adottati annualmente.
Anch’essi vengono adottati di concerto con la Banca, e contengono
un elenco dei progetti da finanziare; tale elenco deve essere sufficientemente
dettagliato, in modo da rendere possibile l’adozione dei progetti.
Si giunge così alle decisioni di finanziamento, correlate ad
un piano di finanziamento; esse sono ovviamente il punto d’arrivo
di questa lunga catena, che ha il grande pregio di adattarsi in modo
capillare alle esigenze di volta in volta più urgenti.
Il successivo articolo 6 illustra le diverse forme che i capitali
investiti dall’Unione possono assumere. Essi possono infatti
essere erogati sotto forma di prestiti, di abbuoni d’interessi
o di capitali di rischio; in quest’ultimo caso i fondi stanziati
possono essere:
- prestiti il cui rimborso e, se previsto, il pagamento degli interessi
si effettua solo dopo il saldo degli altri crediti bancari;
- prestiti “condizionali”, il cui rimborso o la cui durata
dipendono dalla realizzazione delle condizioni definite al momento
del prestito;
- assunzioni di partecipazioni minoritarie e temporanee a nome della
Comunità nel capitale di imprese stabilite nei paesi terzi
o territori mediterranei;
- finanziamenti di partecipazioni sotto forma di prestiti condizionati
accordati ai partner mediterranei o, con il loro accordo, a imprese
dei partner mediterranei, direttamente o tramite le loro istituzioni
finanziarie.
Inoltre, i fondi stanziati possono spingersi fino a coprire la totalità
dei settori delle iniziative finanziate. Il Regolamento prevede infatti
che le misure finanziarie MEDA possano “coprire le spese per
l’importazione di merci e servizi e le spese locali per realizzare
i progetti; possono inoltre essere realizzati finanziamenti diretti
a favore del partner beneficiario destinati al sostegno dei programmi
concordati di riforma economica” .
Sempre al riguardo, il secondo comma prevede possano essere coperte
altresì le spese sostenute dal beneficiario per “l’identificazione,
la preparazione, la gestione, la sorveglianza, la revisione contabile
e il controllo dei programmi o dei progetti”, nonché
“le spese relative all’assistenza tecnica ed amministrativa”
.
Rimangono invece esclusi dal finanziamento “tasse, dazi e imposizioni”
che il partner applica all’ingresso delle merci o dei servizi
nel suo territorio.
Per quanto riguarda la concreta esecuzione delle misure finanziate
dalla Comunità, il sistema prescelto è quello dell’appalto.
In breve, significa che l’Unione, nell’ambito delle iniziative
concordate, pubblica annualmente l’elenco dei servizi e delle
azioni di cooperazione tecnica da attribuire mediante gara d’appalto,
aperta senza discriminazioni a tutte le persone fisiche e giuridiche
degli Stati membri e dei partner mediterranei. Per il migliore svolgimento
dell’appalto, è previsto un meccanismo di controllo da
parte della Commissione, che deve assicurare la più ampia partecipazione
possibile, alle stesse condizioni, alle prestazioni e alle aggiudicazioni
per gli appalti di forniture, di lavori e di servizi. Inoltre, rientra
nelle competenze della Commissione quella di garantire la trasparenza
ed il rigore necessari nell’applicazione dei criteri di selezione,
nonché di garantire una reale concorrenza tra imprese, organizzazioni
ed istituzioni che partecipano all’appalto.
I risultati dei bandi di gara d’appalto, che devono comprendere
informazioni sul numero di copie ricevute, la data di aggiudicazione
dell’appalto, il nome e l’indirizzo dell’aggiudicatario,
sono pubblicati sulla Gazzetta delle Comunità Europee.
A questo punto entra in gioco un organo “inventato” da
MEDA, il “Comitato MED”; è questo un comitato di
gestione che coadiuva la Commissione nello svolgimento dei lavori,
secondo le modalità previste nella decisione 1999/468/CE.
Innanzitutto, il Comitato MED è composto da rappresentanti
degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
La procedura di cooperazione tra Commissione e Comitato prevede che
il rappresentante della Commissione sottoponga al Comitato un progetto
delle misure da adottare. Esso esprime poi il parere sul progetto
entro un termine che il presidente può stabilire in funzione
dell'urgenza della questione in esame; tale parere è formulato
a maggioranza qualificata, senza però la partecipazione al
voto del Presidente.
In seguito la Commissione adotta le misure che sono immediatamente
applicabili; tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere
del Comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In quest'ultimo caso, la Commissione può differire l'applicazione
delle misure da essa decise per un periodo stabilito di volta in volta
a seconda delle esigenze, ma che in nessun caso può essere
superiore ai tre mesi.
In quest’ultimo caso il Consiglio, deliberando a maggioranza
qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine
stabilito .
Il Parlamento europeo è periodicamente informato dalla Commissione
dei lavori dei comitati: esso riceve gli ordini del giorno delle riunioni
dei comitati, i progetti sottoposti agli stessi relativi a misure
di esecuzione degli atti adottati nonché i risultati delle
votazioni e i resoconti sommari delle riunioni, ed anche gli elenchi
degli organismi cui appartengono le persone designate dagli Stati
membri a rappresentarli.
Il Parlamento europeo è tenuto informato ogni volta che la
Commissione trasmette al Consiglio misure o proposte relative alle
misure da adottare.
É infine previsto che a decorrere dal 2000 la Commissione debba
pubblicare una relazione annuale sui lavori dei comitati .
Anche la BEI ha potere d’iniziativa nei finanziamenti euromediterranei.
È infatti previsto che essa possa formulare progetti e sottoporli
alla Commissione affinché siano inseriti in un piano di finanziamento
o adottati in una singola decisione di finanziamento. La Commissione
comunica poi la sua decisione al riguardo; la BEI sottopone poi il
progetto in questione ad un apposito comitato istituito presso la
Banca stessa e composto da rappresentanti degli Stati membri , presieduto
però dal rappresentante dello Stato membro che esercita la
presidenza del Consiglio dei Governatori della Banca, e con la partecipazione
di un rappresentante della Commissione. La partecipazione di quest’ultimo
è fondamentale; egli infatti ha il compito di istruire il Comitato
sulla posizione presa dalla Commissione sul progetto in discussione.
Ottenuto il parere favorevole del Comitato, l’iniziativa torna
alla Banca affinché adotti misure appropriate per la realizzazione
pratica del progetto.
Per concludere l’analisi della struttura giuridica di base del
programma MEDA, occorre osservare gli strumenti di controllo e verifica
periodica dell’intero meccanismo, di cui si occupa l’articolo
15.
Tale articolo si preoccupa di fare in modo che il percorso di approvazione
delle iniziative, stanziamento dei fondi e pratica realizzazione dei
progetti sia “monitorato” in ogni sua fase dalla Commissione.
Ad essa è attribuito il compito di “esaminare, in collaborazione
con la Banca, lo stato di avanzamento delle azioni intraprese”
e di “sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione
annuale entro il 30 giugno dell’esercizio successivo”.
Il controllo della Commissione avviene in due ambiti differenti, uno
interno a Bruxelles ed un altro esterno tramite il dialogo costante
con gli Enti e gli Stati di riferimento. Questo controllo e collegamento
è caratterizzato per la sua non coercitività e per la
sua multipolarità .
In seguito, compito della Commissione e della Banca è quello
di procedere ad una valutazione ex-post dei progetti, individuando
quali tra gli obiettivi posti sono stati raggiunti e quali no, e individuare
gli orientamenti per rendere più efficaci le attività
future. Anche le relazioni che riportano tali valutazioni sono poste
all’attenzione del Parlamento e del Comitato MED.
Inoltre, è previsto dal Regolamento che ogni tre anni la Commissione,
in collaborazione con la BEI, presenti al Comitato MED una “Relazione
di valutazione globale” dell’assistenza già fornita
ai partner, per avviare una discussione sulla stessa.
Il Regolamento si chiude con una norma che si potrebbe definire “perennemente
transitoria”: si stabilisce infatti che “entro il 30 giugno
2006 il Consiglio procede ad un riesame del presente Regolamento.
A tal fine la Commissione gli sottopone, entro il 31 dicembre 2005,
una relazione di valutazione corredata da proposte riguardanti il
futuro del Regolamento e, per quanto necessario, le modifiche da apportarvi”
.
La stessa norma era presente anche all’interno della versione
del Regolamento del ’96, ovviamente con termini diversi : da
tale disposizione, che conferisce all’intero Regolamento una
indubbia elasticità, è nato nel 2000 il programma MEDA
II.
Quali, dunque, le caratteristiche essenziali di MEDA? Intanto, come
più volte sottolineato, la sua grande capacità di adattamento
al mutare delle situazioni economiche, ma anche sociali e politiche
dei paesi interessati dai finanziamenti, e delle urgenze che di volta
in volta si verificano. Questo obiettivo è realizzato soprattutto
con la possibilità di riforma annuale dei piani finanziari.
Del resto, la descritta struttura a più livelli consente di
prendere decisioni coscienti delle reali esigenze avvertite nel territorio
interessato al finanziamento, e permette altresì la partecipazione
di più soggetti nel processo di assegnazione dei fondi, l’ultima
parola restando alla Commissione.
Inoltre, un tale procedimento incoraggia i partner ad assumersi una
sempre maggiore responsabilità dei progetti finanziati intrapresi
sul proprio territorio, e questo è uno degli scopi espliciti
di MEDA, e dell’intero processo euromediterraneo. Ciò
è soprattutto dovuto al sistema di controllo permanente della
Commissione e della Banca che, come visto, visionano ogni singolo
passaggio del procedimento di attribuzione dei fondi.
Inoltre, grazie al disposto dell’articolo 5 del Regolamento
, si crea una sorta di competizione per ottenere i finanziamenti.
Il fenomeno viene identificato con quello delle tre “C”:
coerenza , coordinamento , competitività. Utilizzando un’espressione
di Patrick Laurent, rappresentante della Commissione e capo del Dipartimento
delle politiche orizzontali all’interno del Direttorio Generale
del processo euromediterraneo, si può a ragione affermare che
“uno dei messaggi fondamentali del programma MEDA è che
non esiste Stato che possa vantare il diritto di ottenere un certo
preciso quantitativo di fondi; l’approccio del MEDA è
infatti basato sulla competizione tra Stati, tra progetti all’interno
dello stesso Stato e tra progetti all’interno dello stesso contesto
regionale” .
Il sistema dei finanziamenti del MEDA si caratterizza per sostenere
in varie forme la crescita degli Stati appartenenti, si distingue
infatti tra progetti di aiuto, prestiti al 3%, supporti di budget
(SAF)
Infine vorrei sottolineare l’importanza della partecipazione
del Parlamento Europeo all’intero sistema di finanziamenti.
Le disposizioni dell’articolo 15, che sottopongono le diverse
relazioni di controllo della Commissione all’attenzione del
Parlamento, rappresentano un’ulteriore forma di partecipazione
delle comunità nazionali al sistema di attribuzione dei fondi
ed all’intero processo euromediterraneo, che potrebbe altrimenti
apparire distante o “elitario”.
Proprio della relazione annuale, cui fa riferimento l’articolo
15 del Regolamento, è interessante ora parlare, e non solo
per analizzarne la struttura; prenderemo infatti come esempio la relazione
del 2000 , anno di transizione tra la versione originaria di MEDA
e il nuovo MEDA II, per poter anche dare una valutazione sull’attuale
situazione del partenariato dal punto di vista finanziario ed osservare
i frutti dei finanziamenti MEDA.
La relazione è introdotta dalla Dichiarazione del Commissario
per le Relazioni esterne Chris Patten, che tocca alcuni punti di interesse
generale, quali la situazione degli accordi di associazione, di cui
si è dato ampio resoconto nel precedente capitolo, o il processo
di Agadir, che ha assunto una notevole importanza dal punto di vista
economico e finanziario per i paesi interessati e per l’Unione
stessa; ovviamente si parla anche dell’approvazione del MEDA
II, avvenuta all’interno dei lavori di Marsiglia nel 2000.
Segue un capitolo dedicato al contesto politico ed economico del periodo,
all’interno del quale si prende in considerazione il processo
di pace in Medio Oriente, ma si affronta anche la situazione del processo
di Barcellona e delle sue priorità .
Il secondo capitolo è interamente dedicato al Programma MEDA;
la seguente tabella, trasposta dalla Relazione stessa, mostra il quantitativo
degli impegni finanziari paese per paese, in una prospettiva cioè
bilaterale, e degli impegni finanziari su scala regionale. La tabella
contiene l’indicazione dei fondi stanziati anno per anno, e
dà un’idea della mole dei progetti finanziati con MEDA:
MEDA
(le cifre sono espresse
in milioni di €) |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
1995-2000 |
|
Marocco |
30 |
--- |
235 |
219 |
172 |
140.6 |
796.6 |
|
Algeria |
|
--- |
41 |
95 |
28 |
30.2 |
194.2 |
|
Tunisia |
20 |
120 |
138 |
19 |
131 |
75.7 |
503.7 |
|
Egitto |
|
75 |
203 |
397 |
11 |
12.7 |
698.7 |
|
Giordania |
7 |
100 |
10 |
8 |
129 |
15 |
269 |
|
Libano |
--- |
10 |
86 |
--- |
86 |
--- |
182 |
|
Siria |
--- |
13 |
42 |
--- |
44 |
38 |
137 |
|
Cisgiordania
e Gaza |
3 |
20 |
41 |
5 |
42 |
96.7 |
207.7 |
|
Turchia |
--- |
33 |
70 |
132 |
140 |
310.4 |
551.4 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
REGIONALE |
113 |
33 |
93 |
46 |
133 |
159.8 |
577.8 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
173 |
403 |
981 |
941 |
937 |
879.1 |
4179.1 |
La tabella mostra con chiarezza i singoli investimenti effettuati
nei confronti dei paesi partner, cioè le iniziative bilaterali,
cui è dedicata ampia parte della relazione in analisi; essa
infatti riporta numerose “tabelle singole” che riportano
l’ammontare dei finanziamenti per ciascun paese, e una breve
sintesi della situazione politica, economica e sociale di ogni partner,
nonché dei progetti già realizzati in loco coi contributi
di MEDA.
Ma la tabella riportata sopra rivela anche il quantum dei finanziamenti
per le iniziative “regionali”, che interessano cioè
intere aree territoriali, a prescindere dai confini geografici dei
partner.
Anche a queste iniziative regionali è riservata una lunga parte
della relazione, che ne mette in luce i principali progressi ottenuti
nell’anno cui la relazione si riferisce; un’attenta analisi
di tali iniziative, ancor più che dei progetti e finanziamenti
bilaterali, può aiutare a comprendere l’ampiezza che
il programma MEDA ha assunto nel corso del tempo .
Procedendo in maniera schematica, verrà sinteticamente mostrato
lo stadio dei lavori di ogni iniziativa di cooperazione regionale
intrapresa nell’ambito del partenariato , tenendo come riferimento
la Relazione della Commissione del 2000:
cooperazione industriale: sono stati individuati,
durante la terza Conferenza euromediterranea dei Ministri dell’Industria
, i quattro settori prioritari per la cooperazione industriale. Essi
sono la promozione degli investimenti, l’innovazione, tecnologia
e qualità, gli strumenti e meccanismi del mercato euromediterraneo
e le PMI (piccole e medie imprese).
Sono stati impiegati 10 milioni di € per avviare un programma
regionale finalizzato alla promozione degli strumenti e meccanismi
del mercato euromediterraneo; inoltre 15.000 € sono stati stanziati
per avviare un programma regionale di promozione della tecnica, qualità
e innovazione in seno alle imprese.
Le discussioni sul tema delle piccole e medie imprese è tuttora
in corso di svolgimento; intanto sono stati realizzati diversi incontri
diretti tra imprese che hanno contribuito a sviluppare la cooperazione
industriale Nord-Sud e Sud-Sud (ad esempio l’iniziativa “Medpartenariat
Egypt 2000);
ambiente: alla fine dell’anno 2000 era stata
firmata la prima seri di contratti volti a formulare proposte in ambito
di cooperazione ambientale. É seguita poi un’altra serie
di proposte, e a Bruxelles si è stabilito un “Programma
di azione ambientale a breve e medio termine” (detto SMAP).
Il programma finanziario MEDA sosterrà economicamente le iniziative
adottate in questo ambito;
società dell’informazione: nel corso
del 2000 è stato annunciato dall’Unione un invito a presentare
proposte in materia; gli attuali finanziamenti ammontano a 35 milioni
di €. Lo scopo del programma relativo alla società dell’informazione
è quello di ridurre il divario tecnologico tra l’Unione
ed i partner mediterranei ed è complementare ad un altro progetto
regionale tuttora in corso (che beneficia di un contributo di 2,5
milioni di €) intitolato “Nuove strategie in materia di
politica delle telecomunicazioni” (NATP);
gestione delle risorse idriche locali: in questo
ambito si sono tenute diverse consultazioni con Stati membri e partner,
per la presentazione di un programma regionale convincente nell’ambito
della gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo,
e nel giugno 2000 si è tenuto un primo incontro sul tema ;
trasporti: nel mese di novembre del 2000 si è
tenuto a Bruxelles il secondo Forum sui trasporti, in cui si sono
divise le competenze tra quattro gruppi di lavoro (trasporti marittimi,
navigazione satellitare, reti e infrastrutture, ricerca) e si è
progettata la creazione di un sistema di miglioramento della catena
dei trasporti regionali;
energia: tra le conclusioni raggiunte sul tema dell’energia
vi è la creazione di tre gruppi distinti a seconda della materia:
politica energetica, analisi economica e interconnettività).
I finanziamenti impegnati sono 2 milioni di € per il progetto
“Energia e ambiente umano”, 2 milioni in favore di “Rete
elettrica mediterrnaea”, 1.8 milioni per “Politica energetica
e rete di formazione”, tutti e tre finanziati con MEDA;
audiovisivi: le principali attività intraprese
al riguardo riguardano la conservazione di archivi audiovisivi, il
sostegno alla produzione e alla trasmissione, la distribuzione e la
diffusione delle opere audiovisive, la formazione e il trasferimento
di tecnologie nel campo del cinema e della televisione. Il primo incontro
comprendente le suddette attività si è svolto nel corso
del 2000 a Rabat;
patrimonio culturale: trasferimento di conoscenze,
risorse umane e sviluppo del patrimonio culturale: sono questi i tre
obiettivi prioritari del programma relativo al patrimonio culturale
“Patrimonio Euromed II”, a favore del quale sono stati
stanziati 30 milioni di €;
gioventù: è uno dei programmi regionali
più ambiziosi all’interno del partenariato. Oggi è
pienamente operativo, ed ha ricevuto uno stanziamento di 9.7 milioni
di €. Obiettivo principale del programma è quello di migliorare
la reciproca comprensione tra i giovani del bacino mediterraneo, nell’osservanza
comune di alcuni valori fondamentali quali il rispetto reciproco,
la tolleranza e il dialogo tra culture differenti. Nel biennio 1999-2000
sono stati finanziati, nell’ambito di MEDA, oltre 150 progetti
relativi allo scambio tra giovani, ai servizi di volontariato e alle
misure di sostegno.
L’importanza del “settore giovani” tra le iniziative
regionali adottate è stata sottolineata più volte, e
recentemente anche nella “Dichiarazione di Marsiglia sulla gioventù”
. Per questo il prossimo paragrafo del presente capitolo sarà
dedicato a questo specifico tema, prendendo in considerazione anche
altri programmi attivati nell’ambito dei rapporti euromediterranei.
L’ultima forma di sostegno verso la creazione
di un sistema economico ed imprenditoriale integrato il MEDA lo ha
fornito finanziando il progetto ANIMA sviluppato grazie all’opera
dell’ICE (Istituto di Commercio Estero)dell’IFA (Istituto
commercio estero francese) e dell’IE (Ente per gli investimenti
del Regno del Marocco) l’obiettivo è quello di:
- migliorare le condizioni di accoglienza degli investitori e degli
operatori turistici internazionali nei paesi del MEDA;
- rafforzare l’attività degli Enti Promozionali dei suddetti
Paesi in particolare in tema di autorizzazioni, concessioni, permessi...;
- migliorare l’immagine dell’intero sistema mediterraneo
e dell’offerta turistica integrata.
Sono state così elencate le principali iniziative
regionali finanziate oggi con MEDA, ed è stato fatto un breve
resoconto sullo stato di avanzamento dei lavori.
Ora è necessario concludere la panoramica sulla relazione della
Commissione, che prosegue analizzando l’attività di prestito
svolta dalla Banca degli investimenti, che rientra tra le iniziative
nate col partenariato e risulta complementare ai finanziamenti MEDA.
I prestiti della BEI sono destinati a progetti d’investimento
specifici, a progetti di dimensioni limitate e allo sviluppo delle
piccole e medie imprese, ma nello stesso tempo svolgono l’importante
compito di rafforzare il settore finanziario nei paesi interessati.
Nel solo anno 2000 la Banca ha accordato prestiti per 1.193 milioni
di €, finanziando con 19 diversi prestiti i progetti di 8 paesi
mediterranei.
Il quantitativo più ingente è andato alla Turchia, che
ha ottenuto fondi di ricostruzione dopo il terremoto che ha sconvolto
il paese nel ’99. Vi è poi una serie di prestiti in materia
di trasporti e comunicazioni, che hanno interessato in particolare
l’Algeria, con la costruzione di un’autostrada est-ovest
nel paese, la Tunisia, per l’ammodernamento di alcune linee
ferroviarie, e alcuni lavori di ripristino delle strade in Marocco.
Nell’ambito dei progetti che riguardano l’energia, 120
milioni di € sono stati destinati al trasporto dell’energia
elettrica in Siria e Tunisia; nel campo della tutela ambientale, sono
stati stanziati 225 milioni per una serie di progetti molto diversificati,
come lo smaltimento dei rifiuti solidi in Tunisia, il risanamento
e l’ampliamento delle reti fognarie nella valle del Nilo, la
lotta all’inquinamento industriale in Turchia.
La relazione della Commissione del 2000, dopo aver sinteticamente
descritto i progetti finanziati dalla Banca, si affretta a precisare
che essi “si svolgono nel quadro della politica definita dall’Unione
e rientrano in un approccio concertato e perseguito in stretta collaborazione
con la Commissione” e che tali progetti “rappresentano
una buona selezione di interventi volti a promuovere in maniera solida
lo sviluppo economico sostenibile dei partner mediterranei, inquadrandosi
nella ‘componente finanziaria’ del mandato politico conferito
dalla Dichiarazione di Barcellona” .
L’ultimo capitolo della Relazione è dedicato alle valutazioni
conclusive sugli aiuti forniti da MEDA ai partner, considerando l’anno
precedente l’uscita della relazione (cioè il 1999), e
l’intero periodo 1995-2000, in sintonia con il regolamento 1488/96
: il giudizio che se ne ricava è certamente positivo, pur non
mancando qualche elemento da correggere.
La relazione ne indica soprattutto uno: “La complessità
delle procedure e dei sistemi organizzativi, a volte eccessiva, favoriscono
ancora una certa dispersione delle azioni. Per porre rimedio a questa
situazione, si raccomanda di precisare le norme d’intervento
e di assicurare il mantenimento di tali misure, affidando l’attuazione
e il coordinamento delle azioni ad un ufficio di cooperazione”.
Così nel 2001 è nato l’Ufficio di cooperazione
EuropeAid; è un organo molto importante, istituito di fatto
nel 2001, che ha sostituito interamente il vecchio Servizio comune
Relazioni Esterne.
L’Ufficio è posto sotto la responsabilità di un
comitato di direzione, guidato dal Commissario per le relazioni esterne
Chris Patten; è oggi interamente responsabile della gestione
del ciclo dei progetti, dalla loro valutazione all’approvazione
e fino alla gestione operativa tecnica degli stessi, soprattutto nell’ambito
dei progetti MEDA.
Si è già accennato gli organi dell’EMP ed al loro
ruolo, si cercherà ora di delineare le funzioni e il loro funzionamento.
Il Comitato Euro-Mediterraneo è stato costituito per seguire
e controllare l’effettiva applicazione ed evoluzione dell’intero
Processo di Barcellona. È composto dai rappresentanti di ciascun
paese del Mediterraneo e dalla cosiddetta “troika ” dell’U.E.
Questo Comitato si riunisce periodicamente per verificare il lavoro
svolto dall’intero sistema dell’EMP e per organizzare
e creare le basi per la Conferenza dei Ministri degli esteri la quale
ha una importanza essenziale in quanto delinea le linee guida dell’intera
politica euro-mediterranea. Durante queste conferenze si firmano tutti
gli accordi di adesione, ha inoltre una importante funzione nella
individuazione delle priorità e nell’analisi delle direttive
di sviluppo dell’EMP.
Accanto a questa si riuniscono anche le varie conferenze dei ministri
ad hoc per ciascun settore.
Le riunioni delle Conferenze dei ministri si tengono ogni anno alla
presenza dei ministri degli esteri dei Paesi Europei, ai Ministri
degli Esteri dei Paesi del Mediterraneo ed ai membri delle istituzioni
dell’U.E.
Se da un punto di vista del quadro istituzionale gli organi svolgono
le funzioni suddette da un punto di vista di un quadro operativo si
delineano degli strumenti istituzionali ed economici che si differenziano,
come si è avuto modo di accennare, secondo un sistema di cooperazione
orizzontale, programmi regionali nei tre “basket”, e una
cooperazione verticale con il MEDA e gli accordi di associazione.
|